Come far star bene il vostro micio

Molto spesso riceviamo domande da parte di clienti molto attenti all’alimentazione del proprio gatto. Grazie a tutti i vostri quesiti siamo stati in grado di raggruppare le domande più frequenti, e le nostre raccomandazioni a riguardo, dando vita a questa speciale pagina. Benvenuti nel mondo dei gatti!

Quando il gatto tende al sovrappeso

L’alimentazione corretta per un gatto in sovrappeso
Allo scatenarsi di eventuali problemi di peso è importante adottare una dieta a base di alimenti a ridotto contenuto di grassi ma che riesca nel contempo a supportare correttamente il metabolismo del gatto. Porzioni meno abbondanti e controlli regolari del peso aiutano sicuramente a prevenire per tempo spiacevoli episodi di sovrappeso. Per aiutare micio a perdere qualche chilo, potete somministrargli il nostro Happy Cat Light puro o mescolato ad una delle varietà Happy Cat Sterilised, alimenti secchi per gatti per adulti sterilizzati.

Consiglio: una dieta mista, umido+secco
Per tutti gli animali che tendono al sovrappeso, sarebbe ideale somministrare la cosiddetta dieta mista, a base di alimenti sia secchi che umidi. La “quantità di alimento” fa riferimento proporzionalmente alle raccomandazioni di entrambe le varietà di cibo: se la razione giornaliera raccomandata di alimento secco è di 50 g e di umido è di 400 g, significa somministrare ½ razione di secco (25 g) e ½ razione di umido (200g). Per quanto riguarda l’alimento umido, assicurarsi che contenga meno grassi possibili (inferiori all'1%). Il contenuto di grasso è indicato sulla confezione, nella cosiddetta “analisi” alla voce “grasso grezzo”.

Il dimagrimento del gatto: solo sotto sorveglianza del veterinario
Nel caso in cui il gatto sia in forte sovrappeso, per farlo dimagrire occorre necessariamente recarsi dal proprio medico veterinario e somministrare sotto suo consulto una dieta specifica. Un dimagrimento troppo rapido potrebbe comportare seri problemi al fegato!

Come si possono prevenire i calcoli urinari?

La facilità dei gatti di avere calcoli nel tratto urinario si deve al fatto che bevono poca acqua, il che implica un minore volume di urina. Questa è un'eredità dei loro antenati, che vivevano in luoghi deserti. In tutte le ricette Happy Cat si tiene sempre in considerazione questa predisposizione in via preventiva. Tutti i nostri prodotti (ad eccezione di quelli specifici per la dieta dei reni) sono acidificati ai fini di prevenire la formazione di questi fastidiosi cristalli. Il gatto deve avere sempre a disposizione una quantità sufficiente di acqua fresca: è quindi opportuno predisporre il maggior numero possibile di ciotole piene d'acqua per casa ed evitare di collocarle vicino al cibo. Nonostante le molteplici misure preventive, gli animali fortemente predisposti possono comunque continuare ad avere problemi, ragion per cui è bene tenerlo sempre sotto osservazione.

Come prevenzione nei gatti particolarmente predisposti e che bevono poco, spesso di sceglie di adottare una “dieta mista”, ovvero composta da alimenti sia secchi che umidi. (vedere alla voce “Cos’è la dieta mista?”)

Quale tipo di alimentazione è più congrua in presenza di problemi di pelo e di cute?

Soltanto i migliori ingredienti e l'elevato contenuto di principi nutritivi essenziali – presenti in tutti i prodotti Happy Cat - garantiscono un'alimentazione ottimale e offrono al micio i migliori presupposti per il benessere della pelle e un pelo lucente! In caso di prurito o di problemi ricorrenti, è bene che il gatto sia visitato dal proprio medico veterinario per chiarire le cause scatenanti del disturbo.


Bisogna prestare particolari attenzioni ai gatti a pelo lungo?

Quando si lavano, non è raro che i gatti a pelo lungo ingeriscano una quantità di pelo di gran lunga superiore rispetto ai loro fratelli a pelo corto. Se il pelo è ispido, si arruffa più facilmente. Per questo noi di Happy Cat adottiamo in tutte le nostre ricette la speciale formula ALL IN ONE, a prevenzione della formazione dei boli di pelo e per un pelo morbido e lucente. Tuttavia, neppure la migliore alimentazione può sostituire una regolare cura del pelo eseguita a fondo da parte di padroni responsabili ed attenti.

Che il gatto perda il pelo tutto l’anno è normale. Ogni giorno, il nostro amico a quattro zampe perde un’incredibile quantità di pelo leccandosi, grattandosi o strofinandosi. Anche tutti i peli giunti al termine del loro ciclo di vita vengono eliminati. Quando il primo sole primaverile appare in cielo, i fiori iniziano a fare capolino ed i pullover estivi vengono segregati nell’armadio, inizia la muta del gatto. Non solo i gatti che vivono all’aperto perdono il pelo: anche i gatti d’appartamento reagiscono al ciclico cambio di temperatura, anche se non in modo così esagerato, così i loro peli si depositano su mobili, tappeti e abiti. Il vecchio pelo che se ne va con la muta costituisce circa il 12%-24% del peso corporeo dell’animale. Ma cosa accade in concreto quando il gatto cambia il pelo? Come possiamo aiutarlo durante questa fase?

Excursus: negli animali selvatici la muta ha luogo in primavera e in autunno. I gatti che trascorrono più tempo fuori casa manifestano la muta stagionale in modo molto più evidente rispetto a mici d’appartamento. Questi ultimi, normalmente, perdono il pelo tutto l’anno, in modo omogeneo, soprattutto quello del manto. Possiamo certamente affermare che la muta dipende da gatto a gatto.

Qual è la frequenza con cui avviene la muta?

Oltre alla normale perdita di pelo quotidiana, i gatti che vivono all’aperto cambiano di norma il pelo due volte l’anno: prima dell’inverno (autunno) e dopo l’inverno (primavera). Quando le temperature sono fredde il manto diventa felpato, compreso di sottopelo isolante. Ovviamente con questo non potrebbero mai andare in giro d’estate! Così, con l’aumento delle temperature, arriva la pelliccia estiva, più leggera e che protegge il gatto dal calore e dai raggi UV. Ecco perché la muta primaverile è decisamente più intensa: in questo periodo il sottopelo riscaldante viene eliminato.

Cosa dà origine alla muta?

Il cambio del pelo è influenzato e avviato da fattori esterni, quali la durata della luce diurna e la temperatura che variano nei diversi periodi dell’anno. Può capitare che gatti d’appartamento perdano il pelo tutto l’anno poiché non sono a diretto contatto con la natura e non subiscono estreme variazioni di temperatura. La luce artificiale delle abitazioni “allunga” la durata del giorno anche nei bui mesi invernali. Dal momento che l’organismo non è in grado di interpretare correttamente questi fattori, reagisce con una costante perdita di pelo.

Excursus – Le fasi di vita del pelo del gatto

La vita del pelo si suddivide in quattro fasi, suddivisibili in:

  • Fase anagen: formazione di tutte le strutture relative all'annesso pilifero e crescita del pelo fino a una lunghezza geneticamente definita.
  • Fase catagen: fase di passaggio e di involuzione del pelo.
  • Fase telogen: le attività vitali sono completamente cessate e il pelo non viene più nutrito. È ancora unito al follicolo, ma è dormiente.
  • Fase exogen: il pelo perde tutti i sistemi di ancoraggio con il follicolo e cade.

Il gatto si lava: la cura del pelo nasconde anche rischi

Quando si accarezza un gatto è impossibile non notare quanti peli perde. I gatti trascorrono circa il 30% della loro vita a prendersi cura del proprio pelo, spazzolandolo ed ingoiandone grandi quantità. Tutti i peli ingoiati formano i cosiddetti boli di pelo che, di volta in volta, vengono rigurgitati. I boli di pelo possono col tempo accumularsi nello stomaco e nell’intestino causando molteplici problemi come una gastrite o, in casi estremi, una forte costipazione che può sfociare in un’occlusione intestinale. Il miglior modo per prevenire la formazione di boli di pelo nel tratto digestivo - oltre ad un’alimentazione di qualità che comprenda l’aggiunta di sostanze in grado di prevenirla - è la spazzolatura quotidiana e l’attività fisica. Infatti, una buona dose di attività fisica è in grado di prevenire un’atonia intestinale.

Come si spazzola correttamente un gatto?

Pelo lungo o corto, se spazzolate il vostro gatto regolarmente lo aiuterete non poco durante la muta. A primavera e in autunno potete “strigliare” il vostro gatto quotidianamente. Pettinando e spazzolando non solo si rimuove il pelo, ma si stimola anche la circolazione.

Mentre le spazzole morbide rendono il pelo lucente, quelle in metallo ed i pettini rimuovono i ciuffi di pelo dal folto sottopelo. Spesso i gatti trovano spiacevole questa operazione; per cui è meglio evitare di spazzolare troppo energicamente ed abituare poco per volta l’animale all’oggetto estraneo.

Cosa va tenuto presente in un gatto a pelo lungo?

A causa del folto sottopelo, il manto del gatto tende ad aggrovigliarsi. È quindi importantissimo prendersene cura regolarmente perché solo in questo modo è possibile evitare la formazione di dolorosi nodi. Ecco perché occorre spazzolare bene e a fondo il pelo ogni giorno durante la stagione della muta, munendosi di strumenti idonei come le spazzole con setole metalliche a punta arrotondata. Esse permettono di rimuovere facilmente i piccoli nodi così che il pelo non riesca ad aggrovigliarsi. Soprattutto negli animali a pelo lungo, ricordatevi di spazzolare sempre nel senso della crescita.

Quand’è che i gatti perdono moltissimo pelo?

Soprattutto in primavera e soprattutto i gatti più selvaggi che vivono all’aperto. Il motivo? Eliminano il sottopelo che li teneva al caldo durante l’inverno. I gatti d’appartamento di norma perdono peli tutto l’anno, ma solo quelli del manto. La temperatura negli appartamenti è sufficientemente calda da impedire la formazione del sottopelo, per cui il cambio di pelo stagionale non è così evidente.

Esistono anche razze che, in generale, perdono moltissimo pelo. Fra di esse possiamo annoverare per esempio il British Shorthair e razze simili, con pelo particolarmente folto e molto sottopelo. Anche nelle razze il cui pelo tende ad aggrovigliarsi - per esempio i Persiani (gatti a pelo lungo) – la perdita di pelo è molto più evidente.

Nel caso delle razze a pelo semi-lungo, quali Maine Coon o Norvegesi, la cura del pelo dipende molto dalla sua tipologia. In alcuni esemplari il pelo non tende ad aggrovigliarsi e, a fronte di una sola spazzolata settimanale, presentano un bellissimo manto. Altri invece, con sottopelo molto fine, richiedono la stessa cura dei Persiani.

Esistono forme estreme di muta?

Oltre ad una maggior perdita di pelo in primavera, esistono alcune razze che perdono comunque moltissimo pelo: il British Shorthair, per esempio. La predisposizione a perdere il pelo è comunque individuale, alcuni gatti perdono semplicemente più pelo di altri. Se non si notano chiazze senza pelo o con pelo rado ed il gatto non si gratta, allora non c’è da preoccuparsi. Qualora però non ne siate certi perché il gatto sta perdendo veramente troppo pelo, recatevi subito dal vostro veterinario anche solo per un consulto.

È possibile supportare il gatto con l’alimentazione durante la muta?

Oltre ad alcune tipologie specifiche di alimenti secchi, è possibile aiutare il micio durante la muta somministrandogli oli pregiati. Se il gatto soffre durante la defecazione perché le feci sono dure e secche, oppure mangia ma non beve a sufficienza, è meglio recarsi dal veterinario. In questo caso è possibile che il vostro gatto abbia ingerito troppo pelo e rischia una brutta costipazione.

Gli oli, la pasta di malto e il latte possono essere d’aiuto

Mescolando al cibo un po’ di olio vegetale o di pesce si promuove la crescita del pelo, grazie agli acidi grassi in essi presenti, e si favorisce anche il ricambio del pelo. Se il micio non è ancora abituato all’olio, somministrategli una piccola quantità aumentando la dose gradualmente, fino ad arrivare ad 1g per ogni chilo di peso corporeo. Anche la pasta di malto, il latte e la panna promuovono il ricambio del pelo ma occorre considerare il peso del gatto per determinarne la corretta quantità. Nonostante le grandi proprietà benefiche sopra elencate, è meglio che questi ingredienti non vengano somministrati ad animali che tendono al sovrappeso o soggetti a dissenteria e, dal momento che tutte queste varianti sono ricche di calorie, a lungo termine è meglio ridurre la quantità di cibo. Se, nonostante queste misure, il vostro gatto non riesce a liberarsi dei boli di pelo, è meglio ricorrere al veterinario.

Per orientamento: 1 cucchiaino da caffè corrisponde a circa 5 g. Ricordatevi che gli oli hanno un altissimo valore nutritivo. Se il vostro gatto tende al sovrappeso, quando gli si somministrano gli oli è opportuno ridurre la razione quotidiana di alimenti.

Erba gatta e corretta alimentazione

Se il nostro amico ha frequenti problemi legati ai boli di pelo, oltre ad una corretta alimentazione, lo si può aiutare spazzolandolo spesso e con una certa intensità, oltre a stimolarlo maggiormente al gioco per mantenerlo in movimento e a offrirgli l’erba gatta. Infatti, i gatti che non escono all’aperto e non mangiano quindi erba fresca, sfruttano l’erba che viene fatta crescere nei vasi di casa per poter vomitare ed eliminare gli indigeribili boli di pelo.

La nostra speciale formula Happy Cat All in One contiene speciali ingredienti selezionati per prevenire la formazione dei boli di pelo. Grazie a questi ingredienti, il gatto viene facilitato nell’espulsione dei boli di pelo tramite le feci. Niente più vomito! Se preparate personalmente i pasti al vostro amico a quattro zampe, assicuratevi sempre che siano presenti a sufficienza gli elementi nutritivi fondamentali, come zinco, biotina, acidi grassi essenziali e amminoacidi. Volete andare sul sicuro? Tutti i nostri alimenti secchi Happy Cat sono stati studiati ed adeguati al fabbisogno nutrizionale dei mici, dal piccolo al grande, dal pigrone al più attivo.

Altre misure di supporto

Problemi individuali come l’eccesso di sottopelo o la sua tendenza ad aggrovigliarsi potrebbero rendere necessario qualche intervento in più per facilitare la muta senza problemi. Per i gatti che vivono all’aperto, è fondamentale sverminarli regolarmente altrimenti gran parte delle sostanze nutritive essenziali al metabolismo della pelle potrebbero venire assorbite dai parassiti, causando un ritardo nella muta. Il rallentamento della capacità metabolica può manifestarsi anche dopo la castrazione dell’animale o con l’invecchiamento. Già nel caso dei gatti a pelo lungo castrati o dei British Shorthair, somministrare olio vegetale o di salmone potrebbe essere d’aiuto per il cambio del pelo.

Una casa piena di peli: come gestire la muta del gatto

Quando il gatto cambia il pelo, la casa si riempie dei “resti” del cambio invernale ed estivo: i peli depositano su abbigliamento, mobili, tappeti o laminati. L’utensile più idoneo per la rimozione di questa indesiderata invasione di pelo è il moderno piumino con carica elettrostatica, che riesce a trattenere il pelo. Particolarmente idonei anche i rotoli adesivi (o semplicemente la mano col nastro adesivo avvolto intorno) o le spazzole con fibre di velluto oblique (che si passano in controsenso). Esistono anche speciali sfere da mettere in lavatrice che trattengono i peli ma si possono utilizzare solo con capi resistenti come jeans, t-shirt o asciugamani, perché rischierebbero di graffiare i capi più delicati. Il miglior modo per eliminare i peli dal pavimento è sicuramente l'aspirapolvere. Anche per i tappeti esistono apparecchi speciali dotati di spazzole che promettono una rimozione pressoché completa dei peli.

Tutto è bene ciò che finisce bene

Per fortuna, il cambio del pelo dura circa due settimane. Non è che durante l’anno i peli non compaiano qua e là, ma la quantità di “peli volanti” si riduce a livelli normali e sopportabili. Ma, come dicono in Baviera, senza peli di gatto non si è mai vestiti al meglio!

Che fare in caso di disturbi intestinali?

Agli animali dall'intestino delicato si dovrebbero somministrare solo alimenti ad alto valore nutritivo, come i nostri prodotti Happy Cat. Qualora vi sia il sospetto di un’intolleranza o di un’allergia, si raccomanda l’uso di alimenti privi di glutine o di cereali, come quelli della nostra linea Sensitive. Se si trova l'alimento adatto, è bene evitare di cambiarlo o, se necessario, passare ad un altro alimento con estrema cautela e in non meno di 7 giorni. Ricordiamo che problemi frequenti o ricorrenti necessitano di una visita accurata da parte del veterinario!

I gatti sono animali molto puliti e trascorrono maggior parte del tempo a prendersi cura del proprio pelo. Questa loro vanità comporta però l’ingestione del pelo e la formazione di boli, poi espulsi dall’animale tramite lo stomaco (vomito) o per via intestinale (feci). Per facilitare questo processo di espulsione potete acquistare al vostro amico a quattro zampe l’erba gatta la pasta di malto.

Controllo dei boli di pelo con Happy Cat

Tutti i prodotti Happy Cat contengono diatomite naturale che imprigiona il pelo e ne facilita il trasporto verso l’esterno.

Ulteriori informazioni su Happy Cat Natural Life Concept »

Finché il gatto mangia bene ed i suoi denti sono sani, raramente i padroncini si preoccupano della sua igiene dentale. Ma questo è un errore! Infatti, i casi di malattie dentali aumentano costantemente: un gatto su due, oltre i cinque anni di età, è soggetto a problemi ai denti.

Fa parte della profilassi una particolare attenzione ai primi sintomi ed il ricorso al veterinario:

 

  • Alitosi
  • Tartaro visibile
  • Gengive arrossate o sanguinanti

In questi casi occorre rivolgersi al veterinario. Di norma si raccomanda di far effettuare un controllo ai denti una volta all’anno.

Per evitare che insorgano problemi, l’igiene dentale è molto importante. Se li si abitua da piccoli, molti gatti si lasceranno pulire i denti con appositi spazzolini e dentifrici dedicati.

Anche l’alimentazione può supportare l’igiene dentale Si raccomanda una dieta a base di alimenti secchi, poiché lasciano meno residui fra i denti. Inoltre, l’atto di masticare rinforza l’apparato masticatorio. Il gatto deve masticare accuratamente il cibo, azione che, per azione meccanica, rimuove la placca. Non è possibile evitare del tutto la formazione di tartaro con gli alimenti secchi, tuttavia la si può rallentare. Un altro aspetto rilevante è la masticazione di crocchette di grandi dimensioni: questa favorisce la salute del parodonto ed aiuta a prevenire il dondolamento dei denti.

Naturalmente non si deve rinunciare del tutto agli alimenti umidi: tutte le nostre crocchette Happy Cat sono ideali da mescolare agli alimenti umidi. In particolar modo le crocchette extra grandi Happy Cat Adult Large Breed o quelle più grandi Happy Cat Adult Voralpen-Rind (Manzo) stimolano la masticazione e l'igiene orale anche negli amanti del cibo umido!

Sono tenaci e molto diffusi: pulci, zecche, vermi. Il pericolo che un gatto, in particolare quelli che circolano anche all’aperto, venga infestato dai parassiti è particolarmente alto. Già da cuccioli i mici devono essere difesi da queste pericolose infestazioni e devono essere necessariamente sverminati già a poche settimane dalla nascita. Anche i gatti che vivono in casa devono essere protetti da parassiti come pulci e vermi.

Vermi e pulci

Di solito i gatti vengono infestati da ascaridi, da ancilostomi e da vermi piatti che, non solo sono pericolosi per l’animale, ma anche per le persone. I gatti che vivono all’aperto corrono in modo particolare il rischio di essere infestati da pulci. Se questi piccoli parassiti hanno deciso di scegliere un gatto come ospite, è difficile liberarsene: si moltiplicano ad una velocità incredibile e infestano non solo l’animale, ma anche l’ambiente.

Zecche

Il rischio che i gatti vengano infestati da zecche è relativamente basso. I gatti tengono molto alla loro igiene personale e, ogni volta che puliscono il pelo più volte al giorno, rimuovono questi parassiti durante la pulizia. Tuttavia, può capitare che la zecca venga trasportata in casa e qui si metta alla ricerca di un altro ospite, mettendo a rischio tutta la famiglia.

Protezione efficace

Non esiste alcuna vaccinazione in grado di proteggere l’uomo e gli animali da questi parassiti: questi devono essere combattuti in altro modo, come adottando trattamenti vermifughi o rimedi locali come la profilassi. I veterinari suggeriscono ai proprietari di garantire una protezione totale, in particolare nel caso dei farmaci anti-zecche o anti-pulci, e di provvedere ad un regolare e puntuale richiamo. Mentre le zecche sono attive nei mesi caldi, le pulci invece sono fastidiose tutto l’anno. Quanto di frequente debbano essere somministrati i trattamenti vermifughi dipende dallo stile di vita dell’animale. Solitamente, i gatti che vivono all’aperto devono essere protetti dalle due alle quattro volte l’anno.

Profilassi per gatti d’appartamento

Ciò che molti proprietari di gatti non sanno è che anche i gatti d’appartamento non sono del tutto protetti dall’infestazione di pulci e vermi. Il pericolo può provenire principalmente dalle persone: le uova delle pulci e i vermi rimangono attaccati alla suola delle scarpe e vengono portati inconsapevolmente in casa, dove vengono sparse in giro e si attaccano al pelo del gatto che, spesso, si stende sul pavimento. Ecco perché è opportuno provvedere ad una profilassi contro l’infestazione anche per i gatti domestici o, almeno, sottoporli a regolari controlli.

Parimenti si raccomanda di sverminare anche i gatti d’appartamento una volta all’anno o far controllare regolarmente le feci per constatare l’eventuale presenza di vermi. Le pulci e le loro uova possono essere facilmente rilevate grazie ad un apposito pettine che dovrebbe essere utilizzato regolarmente per la cura del pelo.

I nostri consigli per indurre il vostro gatto a bere:

  • Disponete diverse ciotole con acqua in casa e in giardino. Mentre alcuni gatti preferiscono l’acqua fresca, altri preferiscono quella stagnante. Altri ancora preferiscono bere dalle fontanelle o direttamente da getti d’acqua.

  • A volte i mici non amano l’acqua del rubinetto. In questo caso è possibile dargli acqua minerale (con poco sodio) o latte per gatti ben diluito. Il comune latte vaccino non è una buona alternativa: contiene lattosio e, in molti gatti, provoca dissenteria.

  • Se il vostro gatto beve troppo poco, è possibile bagnare l’alimento secco in acqua prima di somministrarlo o mescolarlo ad un alimento umido. Anche l’alimento umido, all’occorrenza, può essere allungato con un po’ di acqua.

  • Se possibile collocate in ogni ambiente, vicino alla porta, una ciotola con l’acqua. Così si ricorda ai gatti di bere ovunque si trovino per casa.

Test: Il vostro gatto beve a sufficienza?

Afferrate la pelle del collo del gatto e sollevatela. Se si solleva facilmente e ritorna rapidamente nella posizione iniziale, il gatto dispone di liquidi a sufficienza. Se, invece, la piega della pelle rimane sollevata per un po’, potrebbe essere l’indicatore di allarme per avvisare che il gatto non dispone di sufficiente acqua nel corpo.

Fabbisogno di liquidi del gatto

Non è vero che un gatto ha bisogno di pochi liquidi. In generale si può affermare che il gatto necessita di 50ml di liquido per ogni chilo di peso.

Se il gatto segue una dieta a base di alimenti secchi che contengono circa il 10% di liquidi, è necessario che questo beva più acqua. Se la sua dieta è invece costituita da alimenti umidi o da un mix secco/umido, parte del fabbisogno può essere coperto dai liquidi contenuti nell’alimento umido. Il fabbisogno di acqua dipende anche da altri fattori come la temperatura ambiente e l’attività fisica. In estate, per esempio, è chiaramente maggiore poiché i gatti utilizzano la saliva non solo per pulirsi ma anche per regolare la propria temperatura corporea, cospargendola sopra il proprio pelo.

I gatti domestici sono purtroppo sempre più soggetti al diabete: i casi diagnosticati aumenta di anno in anno. Ma perché? Perché questa patologia viene da un lato alimentata dal sovrappeso e dall’altro lato viene diagnosticata molto più spesso rispetto al passato grazie al progresso della medicina veterinaria. Se questa patologia non venisse rilevata per tempo, potrebbe portare a conseguenze pessime se non letali per il micio; se questa viene invece individuata e curata a tempo debito, il nostro amico a quattro zampe potrà vivere a lungo nonostante la malattia. Ma come è possibile riconoscere la patologia? Quali sono i sintomi? E come può vivere il nostro micio una vita (il più possibile) senza problemi?

Come insorge questo problema nei gatti?

Il diabete è anche chiamato “malattia dello zucchero”. Non perché il gatto ha mangiato o mangia troppo zucchero. È piuttosto un sintomo di un livello di zuccheri nel sangue troppo alto.

Come insorge questo problema nei gatti?

Un gatto sano elabora gli alimenti nell’intestino: qui si formano le molecole di zuccheri che vengono assorbite nel sangue attraverso la parete intestinale e, in questo modo, inoltrate alle cellule. Di norma, lo zucchero sciolto nel sangue viene introdotto nelle cellule tramite l’ormone insulina e lì viene elaborato come energia o grasso. Lo zucchero nel sangue è un’importantissima fonte di energia per l’animale. Se l’insulina manca, lo zucchero rimane sangue e non può essere inoltrato ad altri organi. Ciò provoca il diabete nel sangue.

Cause e forme di diabete nei gatti

Il diabete è suddiviso in tre “tipi”, tuttavia, non esiste una differenziazione ben chiara fra questi tipi.

Le forme più frequenti di diabete del gatto

Nell’80%/90 % dei casi, i gatti sono affetti da diabete di tipo II. La causa della cosiddetta “insulinoresistenza”, cioè quando le cellule non reagiscono più all’insulina, potrebbe essere un difetto genetico non ancora chiarito. L’insulinoresistenza, inoltre, può aumentare a causa del sovrappeso o disturbi ormonali. All’inizio della patologia il corpo riesce a bilanciare questa resistenza con una maggior formazione di insulina ma, nel lungo periodo, le cellule pancreatiche non riescono più a sopportare questa elevata produzione di insulina e si distruggono.

Il diabete di tipo III è invece meno frequente nei gatti. Fra le cause si possono annoverare, per esempio, l’ipertiroidismo, altri disturbi ormonali o un’infiammazione del pancreas.

Ma anche i gatti sani possono sviluppare elevati livelli di zucchero nel sangue in seguito allo stress. Quindi i livelli dello zucchero nel sangue rilevati dal veterinario non sempre sono significativi.

Conseguenze e prime avvisaglie del diabete

La mancanza di insulina o le cellule danneggiate, che non lasciano passare lo zucchero nei tessuti, fanno aumentare i livelli di zucchero nel sangue. Lo zucchero in eccesso, disciolto nel sangue, può essere espulso in parte con l’urina ma, col passare del tempo, può provocare danni più o meno gravi al corpo del gatto. Se il diabete non venisse rilevato per tempo si potrebbero verificare danni neurologici permanenti. L’elevato livello di zuccheri nel sangue può provocare dal blocco renale ad una crisi ipoglicemica mortale.

Nel contempo, lo zucchero nelle cellule viene a mancare. Con ciò il metabolismo cellulare viene distrutto, il che comporta un cedimento muscolare, un dimagrimento ed una pessima cicatrizzazione delle ferite.

Come si capisce se un gatto è diabetico?

I primi sintomi del diabete sono un maggior fabbisogno di acqua ed una maggior quantità di urina e, nonostante gli attacchi di fame incontrollata e l’elevata assunzione di alimenti, il gatto è indebolito. In rari casi il gatto potrebbe anche dimagrire.

Quindi, osservate sempre cambiamenti relativi al comportamento e al modo di dissetarsi del gatto; qualora questi siano rilevanti, chiedete un consulto immediato al vostro medico veterinario che provvederà a fare gli accertamenti necessari per garantire una diagnosi precoce di diabete; altre patologie hanno sintomi simili e prima viene rilevato il diabete, maggiore è la possibilità che i danni non siano permanenti. In alcuni singoli casi potrebbe anche regredire.

Come si cura un gatto diabetico?

Di norma, ad un gatto diabetico occorre fare due iniezioni al giorno, bilanciando il deficit di insulina. Dal momento che il dosaggio preciso è un fattore molto importante, il veterinario provvederà a visitare regolarmente il gatto all’inizio del trattamento ed a insegnare voi come iniettare correttamente l’insulina e come effettuare correttamente l’analisi degli zuccheri del sangue e delle urine. Oggi il trattamento è veramente semplice grazie ai moderni iniettori d’insulina e ai dispositivi di misurazione, abituando uomo e animale rapidamente al cambiamento.

Quali alimenti adottare se il gatto è diabetico?

Se il gatto è diabetico è opportuno modificare la sua dieta optando per alimenti dietetici. Questa dieta significa rinunciare ad ogni zucchero supplementare, ad alimenti ricchi di proteine e a basso tenore calorico.

Attenzione ai gatti diabetici in sovrappeso!

Se un gatto è diabetico ma anche in sovrappeso, è importante farlo dimagrire poco per volta: infatti, grazie alla perdita di peso, è spesso possibile ridurre la dose di insulina o, addirittura, smettere di somministrarla col passare del tempo. È importante somministrare i pasti ad orari regolari in modo da poterli far combaciare con gli orari delle punture. Ma ciò è possibile solo se il gatto lo consente! Ricordate che è meglio non cambiare gli alimenti a cui è abituato il gatto poiché potrebbe arrivare a rifiutare il pasto, cercate sempre di introdurre una nuova dieta poco alla volta.

Attenzione all’acquisto degli alimenti

Se un gatto è in buona salute il suo corpo distribuisce con precisione la quantità di insulina richiesta in base all’alimento ma, se il gatto è diabetico, questo processo non funziona e l’insulina dovrà essere iniettata direttamente dal padroncino. Per un corretto dosaggio, il gatto deve sempre mangiare una determinata quantità di alimento e ad una determinata ora. L’ ideale è che lo zucchero venga assorbito dall’intestino in modo lento ed omogeneo, quindi, è importante che il gatto si nutra con alimenti ricchi di fibre. Il mercato è oggigiorno in grado di offrire una vasta gamma di speciali alimenti per gatti diabetici. Per l’insulina, di norma, si utilizza una preparazione attiva, così da garantire nel tempo il trasporto dello zucchero nelle cellule.

Alternative agli alimenti per diabetici

Qualora il gatto non amasse particolarmente gli alimenti per diabetici è possibile adottare una dieta riduttiva o provare con un prodotto light, in base al fabbisogno calorico del micio. La dieta può essere cambiata ma sempre previo consenso del veterinario. Il cambiamento di dieta significa anche una modifica nella dose d’insulina. Anche il gatto deve mangiare l’alimento regolarmente e di buon grado o potrebbe subire un pericoloso calo di zuccheri. Se il gatto è un po’ schizzinoso non bisogna variare la dieta. Un’assunzione regolare del cibo è più importante del suo contenuto in fibre.

Cos’è l’ipoglicemia del gatto?

La cosiddetta ipoglicemia (calo di zuccheri) si verifica quando casualmente viene somministrata troppa insulina oppure quando il gatto mangia alimenti non idonei, in tal modo il livello di insulina cresce a dismisura. Questa carenza insulinica abbassa il livello di zuccheri del sangue del gatto che si indebolisce e potrebbe anche cadere in coma. In tal caso il veterinario potrà intervenire con un pacchetto d’emergenza con sciroppo di zucchero e specifiche manovre di intervento in presenza di ipoglicemia.

Primo soccorso in caso di crisi ipoglicemica

Se il diabete viene diagnosticato troppo tardi e, in seguito all’elevato livello di zuccheri nel sangue, si verifica una crisi ipoglicemica, raramente gli interventi di primo soccorso possono essere realmente utili. L’animale deve essere portato immediatamente dal veterinario. La crisi ipoglicemica non avviene mai all’improvviso ma è un processo molto lungo dove il micio diviene sempre più debole e, se non curato a tempo debito, potrebbe cadere in coma. In questo stadio non è più possibile provvedere a un trattamento. Tenete sempre sotto osservazione il vostro animale e, qualora si presentino i sintomi, recatevi immediatamente dal vostro veterinario di fiducia.

Come comportarsi nella quotidianità?

Dal momento che il gatto deve fare due punture al giorno sempre alla stessa ora, la cura della malattia comporta anche una particolare attenzione alle tempistiche. Inoltre, il gatto deve essere sempre portato dal veterinario, per cui anche l’impegno economico diventa notevole. Per il gatto, fortunatamente, la malattia non comporta quasi alcuna limitazione e, con il giusto trattamento, sarà possibile alleviare o far scomparire del tutto i dolori. I gatti diabetici possono raggiungere normalmente la vecchiaia! Una piccola percentuale di animali può essere addirittura curata con il trattamento insulinico al punto tale da non richiedere nemmeno più la cura.

Quantità di liquidi e comportamento di un gatto diabetico

Se i livelli di insulina sono tenuti regolarmente sotto controllo, non si manifesteranno particolari episodi sulla frequenza e sulla quantità di acqua bevuta. Anche nel normale comportamento del gatto non si riscontreranno particolarità. Solo i gatti diabetici e non curati necessitano fortemente di dissetarsi e, in questi casi, possono verificarsi anche casi di fame incontenibile unita alla perdita di peso.

È possibile prevenire il diabete dei gatti?

La probabilità che un gatto in sovrappeso si ammali di diabete è di circa l’80%, ecco perché il peso del micio deve essere costantemente tenuto sotto controllo. Qualora il vostro gatto dovesse iniziare ad aumentare di peso, è opportuno modificare la dieta adottando un’alimentazione povera di calorie e, se possibile, stimolando l’attività fisica. Come per noi, anche per gli animali si può affermare che uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata, con un corretto apporto calorico, promuovono un corpo sano e prevengono non solo il diabete, ma anche altre spiacevoli patologie.

Happy Cat Adult Light: sazia ma non ingrassa!

Potete aiutare il vostro gatto a stare in salute grazie all’alimentazione. Happy Cat Adult Light è particolarmente leggero, sazia e ha un contenuto di grassi ridotto (8,5 %). Grazie alle proteine di salmone e pollame contenute nella ricetta si copre in modo ottimale il fabbisogno proteico del gatto.

Scoprite Happy Cat Adult Light »

Purtroppo anche i nostri simpatici amici a quattro zampe non vengono risparmiati dalle allergie. Di norma è più conosciuto il problema opposto, ovvero quando è il proprietario ad essere allergico al pelo del gatto. Ma sempre più gatti soffrono di problemi allergici.

Cos’è l’allergia del gatto?

L’allergia è una forma di ipersensibilità del sistema immunitario. Il meccanismo di difesa del corpo non riconosce più ciò che è dannoso da ciò che non lo è. E così, sostanze innocue improvvisamente vengono riconosciute come “nemiche” e vengono quindi combattute con tutti i mezzi possibili. L’allergia è un problema che dura per tutta la vita. Grazie ad una corretta diagnosi e ad un trattamento idoneo è comunque possibile migliorare la qualità della vita dei gatti interessati.

Sintomi generici di un gatto allergico

Le modalità con cui un’allergia si presenta possono essere molteplici. In alcuni casi si tratta di una patologia relativamente innocua con un quadro sintomatico non preoccupante. In altri casi, i sintomi possono essere così gravi che la stessa qualità della vita viene fortemente limitata.

  • Incompatibilità a livello cutaneo, quali lesioni o infiammazioni cutanee, con o senza la presenza di prurito di varia intensità
  • Disturbi digestivi, quali la dissenteria o il vomito
  • Infiammazione delle orecchie o delle zampe
  • Asma allergica
  • Shock anafilattico (in casi rari)

Allergeni e sintomi

Le allergie permettono di essere catalogate in base alla rapidità con cui si manifestano i sintomi: allergia di tipo immediato, ritardato e anafilassi. Come lasciano presupporre le definizioni, nel caso di quella immediata i sintomi compaiono nel giro di pochi secondi o minuti, in quella ritardata il quadro sintomatico appare solo dopo diverse ore (o giorni) e per l’anafilassi si tratta di una reazione sistemica ad un’allergia. Riconoscendo i sintomi a tempo debito è possibile curare lo shock anafilattico.

Più frequente è l’allergia al morso delle pulci, seguita da quella scatenata da sostanze presenti nell’ambiente.

Allergia alla saliva delle pulci

Allergia alla saliva delle pulci

L’agente scatenante è la pulce, o meglio la sua saliva, che penetra nel corpo con il morso. Anche se l’infestazione da pulci è così scarsa, al punto di non rilevare la presenza di questi parassiti, bastano pochi morsi per scatenare gravi allergie. I sintomi principali sono i problemi cutanei e il prurito. L’allergia da saliva delle pulci spesso insorge a complemento di un’allergia ad allergeni ambientali (dermatite atopica).

Dermatite atopica

Dermatite atopica

(= allergia agli allergeni ambientali): gli agenti scatenanti sono il polline delle graminacee, delle erbe e degli alberi, gli acari della polvere e quelli parassitari delle scorte alimentari oppure le muffe. I sintomi principali sono i problemi cutanei, il prurito, l’asma allergica.

Allergie alimentare

Allergie alimentare

Gli agenti scatenanti sono uno o più ingredienti presenti nel cibo. I sintomi principali sono i problemi cutanei, il prurito, ma anche un quadro sintomatico inerente a stomaco e intestino (dissenteria, vomito, costipazione, ecc.).

Anche nell’ambiente domestico si nascondono pericoli che potrebbero scatenare reazioni allergiche nei gatti. Per esempio, i coloranti e i profumi potrebbero comportare reazioni allergiche. Una fragranza o un detergente utilizzato in casa potrebbero rivelarsi presto un agente scatenante di intolleranze cutanee o, in casi più rari, di un’asma allergica.

Le possibili cause di un’allergia (= allergeni) potrebbero essere tante.

In base al tipo di allergia di cui soffre il gatto, le reazioni potrebbero verificarsi solo in un dato periodo dell’anno oppure per tutto l’anno. Quelle determinate da polline, per esempio, si verificano soprattutto nelle stagioni calde. Gli acari della polvere e gli ingredienti alimentari sono presenti tutto l’anno.

Perché il gatto soffre di allergie?

Di norma è un fattore ereditario. È praticamene impossibile prevedere quando e come si manifesterà. I gatti di ogni età possono sviluppare un’allergia non appena vengono a contatto con l’allergene che la scatena.

Purtroppo ci sono scarse possibilità di prevenire un’allergia nei gatti. Di norma nascono “dal nulla”. Anche sostanze che, fino a poco fa non davano problemi e sono state ben tollerate per anni, improvvisamente potrebbero dare il via a reazioni allergiche. Purtroppo un’allergia raramente viene da sola: di frequente i gatti sono allergici a più sostanze oppure, con gli anni, si può presentare un numero sempre crescente di allergie.

Come si cura l’allergia del gatto?

La cura ottimale presuppone l’identificazione dell'agente scatenante. Purtroppo, esistono moltissimi allergeni e anche allergie a diversi allergeni, per cui la diagnosi è spesso difficoltosa e anche economicamente dispendiosa. Potrebbe rivelarsi utile ai fini della diagnosi l’osservazione del gatto da parte del proprietario: in lui infatti potrebbe insorgere qualche sospetto, per esempio dopo un’infestazione di pulci, un cambio di generi alimentari o dopo il cambiamento della lettiera. In base alle cause, la diagnosi e la cura possono variare. In futuro sarebbe anche opportuno evitare l’allergene, anche se purtroppo non è sempre possibile. A volte però è impossibile eliminare completamente l’agente scatenante, come le feci degli acari della polvere, oppure è impossibile riconoscere l’agente scatenante di un’allergia.

Allergia al morso delle pulci

Se si sospetta un’allergia scatenata dal morso delle pulci, occorre effettuare immediatamente un controllo sulla loro eventuale presenza e, a risultato positivo, utilizzare antiparassitari idonei al gatto. Già dopo 2-6 settimane i sintomi sono spesso in miglioramento. In caso di forte prurito sarebbe opportuno somministrare al gatto, sotto consiglio veterinario, farmaci supplementari possano ridurre il prurito e combattere l’infiammazione cutanea. Importante: occorre provvedere ogni anno ad una profilassi antiparassitaria.

Dermatite atopica

La soluzione migliore sarebbe evitare gli agenti scatenanti non appena identificati, anche per quanto riguarda quelli di natura ambientale. Qualora non fosse possibile, si può ricorrere ad altre due misure: l’immunoterapia, per la quale il corpo si abitua ad alcuni allergeni specifici, oppure un trattamento con farmaci capaci di attenuare o eliminare i sintomi, quali il prurito, i problemi cutanei, la dissenteria, ecc. Fortunatamente oggigiorno è disponibile una grande varietà di farmaci ben tollerati dai mici per il trattamento dei sintomi delle allergie. Quale sia il principio attivo migliore, però, dipende dai singoli casi. L’unica terapia in grado di trattare in modo mirato una determinata allergia è quella dell’iposensibilizzazione con concentrati di allergeni, chiamata anche ITS (immunoterapia allergene specifica). In questo modo, il corpo si abitua all’allergene che provoca il problema. Questa terapia, purtroppo, non è applicabile a tutti gli allergeni.

Allergia alimentare

Se sospettate che il vostro gatto soffra di un’allergia alimentare, l’unica diagnosi possibile da poter effettuare è una dieta per eliminazione. Se l’allergene non è presente nella dieta, quest’ultima ne diviene il trattamento. In conclusione, è possibile identificare i componenti a cui il gatto è allergico con una dieta provocativa.

Allergia a sostanze per uso domestico

Se ipotizzate che il gatto sia allergico ad alcune sostanze ad uso domestico, quali i deodoranti, i detergenti, le fragranze, queste non dovrebbero mai essere utilizzate in vicinanza al gatto. In certi casi può essere utile evitare queste sostanze, non utilizzare lettiere profumate e non fumare quando il gatto si trova nell’ambiente.

Possibilità diagnostiche generali

Ad oggi, purtroppo, esistono molte patologie che manifestano in modo simile ad un’allergia e devono quindi essere escluse dalla diagnosi tramite esami idonei. In questo caso - anche per la definizione dell’allergene - esistono diverse possibilità:

  • Esami macroscopici (ad occhio e con la lente d’ingrandimento)
  • Esami microscopici (raschiatura cutanea, biopsia)
  • Lampada di Wood (prova della presenza di alcuni tipi funghi)
  • Coltura micotica
  • Coltura microbica e antibiogramma
  • Test intracutaneo (test per allergia cutanea)
  • Esami del sangue (check-up delle funzioni organiche)
  • Auscultazione (ascolto di cuore e polmoni)
  • Esami delle feci (presenza di parassiti)
  • Terapia diagnostica (= il rilevamento della causa diviene anche la terapia. Ne fanno parte per esempio il trattamento delle pulci in caso di allergia a questi parassiti, ecc.)
  • Evitare gli allergeni (per es. dieta a esclusione)
  • Dieta provocativa (per rilevare l’ingrediente alimentare che ha causato l’allergia.
Hunde, Spiele, Spielregeln

È possibile guarire un gatto allergico?

Una guarigione, in senso stretto della parola, è impossibile. Tuttavia, in base alla causa, è possibile offrire sollievo all’amico a quattro zampe. In tal modo si eliminano gli agenti scatenanti, si somministrano i farmaci per combattere il prurito o per il trattamento dell’infiammazione cutanea oppure, se possibile, si effettua un’iposensibilizzazione del gatto.

Cosa accade con l’iposensibilizzazione?

Questa immunoterapia specifica prevede che il sistema immunitario del gatto ammalato “si abitui” lentamente agli allergeni, passo dopo passo, fino a che la sostanza scatenante viene (ri)identificata come innocua.

Cos’è in pratica l’iposensibilizzazione?

Il veterinario inietta al gatto quantità minuscole dell’allergene. La dose viene aumentata poco per volta. Le iniezioni inizialmente si effettuano settimanalmente e poi ogni 3-4 settimane.

Quanto dura questa terapia?

È molto lunga e può durare anche anni.

L’iposensibilizzazione è una cura definitiva efficace?

Questa immunoterapia è ad oggi l’unica possibilità di evitare a monte una reazione allergica, a condizione che sia fatta da un esperto nel modo corretto. Anche se, a terapia conclusa, le reazioni allergiche non dovessero scomparire totalmente, nei 2/3 dei casi i sintomi riescono ad essere alleviati di molto.

I gatti spesso diventano allergici all’improvviso. L’agente scatenante potrebbe essere un unico allergene, tuttavia, potrebbero presentarsi più allergie contemporaneamente. I padroncini più attenti spesso riescono, con l’aiuto del proprio veterinario, rintracciare le sostanze scatenanti e riuscire così a redigere un piano terapeutico. La cosa più semplice da fare è evitare le sostanze scatenanti. Ma anche l’iposensibilizzazione e la somministrazione di farmaci possono ridurre i sintomi dell’allergia nei gatti e, quindi, migliorare la loro qualità di vita.

I gatti possono soffrire di asma allergica

Il gatto è l’unico animale che, come l’uomo, può soffrire di asma allergica.

  • L’asma si presenta in modo subdolo, con brevi attacchi di tosse e con difficoltà di respirazione.
  • Nello stadio avanzato si presenta con frequenti attacchi di tosse, dimagrimento dovuto alla difficoltà di respirazione o aumento di peso in seguito ad una riduzione del movimento.
  • Nei casi più gravi si possono verificare episodi di asma, contrassegnati da difficoltà respiratorie e dal rischio di soffocamento.
  • I gatti che ne affetti respirano spesso a bocca aperta. I fianchi si alzano e si abbassano in modo molto evidente.
  • Una pesante difficoltà respiratoria potrebbe scatenare paura incontrollata e, inoltre, è una condizione che comporta pericoli letali. In caso di sospetta asma rivolgetevi immediatamente ad un veterinario.

Conclusioni

L’allergia dei gatti non va sottovalutata! Nel peggiore dei casi il vostro amico a quattro zampe potrebbe subire uno shock allergico (anafilattico) oppure ammalarsi di asma allergica con pesanti difficoltà respiratorie e, se non curata, potrebbe comportare conseguenze persino mortali. Se sospettate che il vostro gatto sia allergico, consultate immediatamente un veterinario: in tal modo migliorerete la vita del vostro amico a quattro zampe e lo proteggerete da pericolose complicazioni.

Ricerca